USTICA


Isola di origine vulcanica, il Comune di Ustica conta circa 1.360 abitanti e fa parte della città metropolitana di Palermo. Baciata dal Mar Tirreno, l’isola di Ustica si trova a circa 67 km a nord-ovest di Palermo e a 95 km a nord-ovest di Alicudi. Vista dall’alto, la sua forma ricorda il carapace di una tartaruga. La cittadina di Ustica è allocata sul pendio della Cala Santa Maria. Piccoli e caratteristici vicoli portano alla piazza principale, Piazza Umberto I, dominata dalla chiesa di S.Ferdinando Re. Dalla fortezza dalla quale nei giorni in cui il cielo è sereno è anche possibile ammirare la costa siciliana. Ustica è caratteristica per le numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese. Nell’isola sono presenti numerosi siti archeologici e una grande riserva naturale orientata. Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Ustica si parla la lingua siciliana. La centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell’area mediterranea.

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Ubicazione geografica
l’isola di Ustica si trova a circa 67 km a nord-ovest di Palermo e a 95 km a nord-ovest di Alicudi
Come raggiungerci
Per collegare l'isola di Ustica a Palermo è presente un apposito servizio di traghetti mediante uso di moderni catamarani e aliscafi. Sull'isola è presente una sola strada che effettua il periplo della stessa per un totale di 9 km. È presente un servizio di bus navetta che effettua il giro dell'isola.
Storia
E’ la parte emersa di un grande vulcano alto quasi 3.000 m. Il suo nome, sta per “Vulcano Spento” (dalla parola Ustum, bruciata). Il primo insediamento di cui si ha traccia sull’isola di Ustica, risale all’era paleolitica. Durante gli anni opere di scavo hanno restituito: un villaggio paleocristiano (portato alla luce nel 1974), varie sepolture, sistemi di cunicoli e numerosi reperti reperiti sia sulla terraferma che sotto il livello del mare che stanno ad indicare come questa lingua di terra sia stata abitata da numerose popolazioni del mediterraneo. A Ustica sbarcarono: Fenici, Greci, Cartaginesi e Romani, successivamente i Saraceni usarono l’isola di Ustica come base strategica per le loro incursioni, nascondevano le loro navi tra le scogliere per poi assaltare di sorpresa i naviganti. Durante il regno di Ferdinando IV Re delle due Sicilie, l’ennesima scorrerie delle navi turche portò il Viceré del Regno delle Due Sicilie, a far costruire una serie di fortificazioni intorno all’isola per proteggere i coloni. Furono costruite anche delle cisterne per la raccolta delle acque piovane così da garantire una certa autonomia alla popolazione. Nel 1759 un Decreto Imperiale di Ferdinando di Borbone, impose una progressiva colonizzazione dell’isola che diede vita ad una comunità stabile di abitanti che oggi conta circa 1300 abitanti.
Opera dei Borboni fu anche la costruzione di due torri di guardia (1763), una sopra cala Santa Maria e una a Punta Spalmatore, attualmente sedi del museo archeologico la prima e della Riserva Marina l’altra. Nel 1771 Ustica fu riconosciuta come comune autonomo. Fu anche costruita la chiesa parrocchiale di San Ferdinando Re, affidata ai padri cappuccini.
I Borboni utilizzarono Ustica anche per la deportazione di prigionieri politici, analoga scelta faranno in seguito i Savoia e il regime fascista. L’impiego di Ustica come luogo di confino fu abolito nel 1961 dopo una sollevazione popolare.
Negli ultimi decenni Ustica viene ricordata per la triste vicenda dell’aereo dell’Itavia precipitato per cause non ancora chiarite nel tratto di mare compreso tra le isole di Ponza e di Ustica. L’accaduto, noto come Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, provocò la morte di 81 persone di cui 13 bambini.
Arte e monumenti
La chiesa di Ferdinando Re nella piazza principale di Ustica
Torre Santa Maria Ustica costruita nel 1763 progettata dall'ingegnere militare Andrea Pigonati
Villaggio della Rocca Falconiera: si trova frammisto ai resti di un fortino, il Rivellino di San Giuseppe, e alla fortezza con cui alla fine del '700 si completarono le opere militari dell'isola a difesa della successiva ricolonizzazione dopo la distruzioni causate dai pirati barbareschi. Il sito ha origini attribuibili al III secolo a.C.
Villaggio di Tramontana: a poca distanza dal centro abitato, villaggio preistorico dell'età del bronzo situato nell'omonima località.