Real Cantina Borbonica


La Real Cantina Borbonica fu fatta costruire nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia (divenuto dopo la Restaurazione Ferdinando I re delle Due Sicilie), e rappresenta una delle opere civili più importanti del paese. L’insieme di molti appezzamenti di terreno, fatti acquistare dall’Intendente della Real Commenda, cav. Felice Lioj, pari a circa 80 salme, costituiva il real podere, la cui topografia in 15 tavole fu affidata all’architetto partinicese Giuseppe Patti. Nel podere reale fu costruita una “cantina di vini, liquori, olii,” con annesso fondaco, bettola e locanda che formava il centro di raccolta e di vendita dei prodotti dell’Azienda reale. Azienda che poteva contare su una vasta produzione di frumento, fichi, frutta e verdura, mandorle, orzo, fave, favetta, uva, lenticchie, avena, fagiola moresca, frumento di majorca, fieno, olio, granoturco, “cocuzze” e sommacco. In totale il real podere contava nel complesso 227.748 piante, tra cui 33.847 alberi da frutta, 143.527 viti e poi tante altre piante, tra cui 69 medicinali.

L’ingresso principale si affaccia sulla strada provinciale per San Cipirello e attraverso un cancello si entra in una vasta piazza che si divide in tre sezioni di complessivi 1350 metri quadrati. Al centro del grande atrio troviamo una palazzina che riteniamo preesistente ai corpi aggiunti nel 1800 dall’architetto regio Carlo Chenché. Sulla facciata principale si nota poi una caditoia che è caratteristica delle torri di difesa.
Accanto alla palazzina, separata da un lungo corridoio largo 2 metri, troviamo la cantina, la cui facciata principale dà sull’atrio ed ha tre ingressi di cui uno è stato ostruito dal corpo dei magazzini aggiunti in un secondo tempo.
La superficie della cantina è di circa 1000 metri quadrati e l’intero corpo presenta semplici tetti a capanna sul sottostante armonioso gioco di archi ed è diviso in tre navate sorrette da pilastri e archi che si collegano tra loro a crociera.
La navata destra e quella di centro sono state lasciate libere e dovevano certamente servire come deposito dei prodotti agricoli dell’azienda reale, che rappresenta un tipico esempio di tipologia agricolo-industriale. La navata sinistra invece è stata chiusa ed è stata utilizzata per la costruzione di silos per i cereali e di un ambiente di circa 66 metri quadrati da usare come palmento.
C’è infine un ambiente sottostante a cui si accede da una scala esterna e i cui gradini sono pure in pietra di Billiemi.
In questo ambiente sotterraneo troviamo sulla destra una banchisa per poggiare i sacchi di uva, mentre sulla sinistra ci sono “le tine a muro” per il vino, costruite in muratura e vi si notano ancora le bocche, da cui usciva il vino, realizzate con la stessa pietra.

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